L’archeopatia Un Precursore: Michel De Goedt Ocd

Main Article Content

Cristiana Dobner

Abstract

Tutta la vita di Michel de Goedt si può leggere sotto un segno che si incise in lui, divenuto prete e carmelitano scalzo: Gesù Cristo ebreo e Israel, popolo teoforo. 


Perché. È una questione di attenzione del cuore. 
Una sintetica traccia esistenziale si impone per poter comprendere la profondità della sua passione, della riflessione teologica e dell’impegno nel dialogo ebraico-cristiano. 


 


La traccia della vita 
Michel de Goedt nacque l’11 ottobre 1924 in Belgio a Mons-en Baroeul. 
Una prima «matrice» ebraica egli la riconosce nell’infanzia, impressa proprio nella coraggiosa madre che recapitava lettere, con pericolo di vita, nella zona occupata dai tedeschi durante la guerra 14-18 e così raccontava: 
[...] diversamente dall’accoglienza di ingratitudine sprezzante di quasi tutte le grandi famiglie del tessile del Nord, le famiglie ebraiche mi accoglievano tutte con infinita e rispettosa gratitudine “come il Messia”. Si è potuto stabilire che, fra queste famiglie residenti alla fine della Rue des Stations Notre-Dame, dove si trova il convento dei Carmelitani, vi erano degli Stein apparentati con Edith Stein. 
Michel, dopo la lettura della Vita di Teresa di Gesù, entrò fra i carmelitani scalzi a Parigi il 22 settembre 1941 e ricevette l’abito il 2 ottobre e il nome di Michel-Marie de la Croix. Ebbe modo, in questo periodo, di conoscere p. Jacques e molti anni dopo scriverà la Prefazione al libro di M. Carrouges. 

Article Details

Section
Articles