• MEDICEA

    MEDICEA – Approfondire gli studi sui Medici


    Ideata e fondata dal giornalista e storico Marco Ferri e dalla storica dell’archeologia Clara Gambaro, Medicea. Rivista di studi medicei inaugura una nuova fase editoriale interamente digitale. Pur cambiando formato, restano invariati l’impianto culturale, l’ampiezza dei temi e l’identità scientifica che ne hanno caratterizzato la prima serie.
    L’interesse nei confronti della Dinastia dei Medici conserva ancora oggi una rilevanza centrale, non soltanto per l’importanza politica esercitata tra tardo Medioevo ed Età moderna, ma anche per la complessità dei processi culturali, istituzionali ed economici che sotto il suo governo presero forma e si consolidarono.
    Fra il XIV e il XVIII secolo, l’azione dei Medici favorì in modo significativo la definizione di modelli di governo, di pratiche amministrative e di politiche culturali che superarono i confini locali, incidendo sugli equilibri della penisola e del continente. Parallelamente, il sostegno alle arti, alle scienze e alla produzione libraria contribuì alla definizione di un modello culturale e simbolico funzionale al consolidamento dell’autorità dinastica, che ancora oggi rappresenta uno dei fondamenti dell’identità di Firenze e della Toscana.
    Le tracce di tale eredità risultano pienamente riconoscibili nel tessuto urbano fiorentino e di ampie aree della regione: nelle architetture civili e religiose, nelle raccolte artistiche, nei patrimoni librari, nei giardini storici e nell’organizzazione del territorio. Molti luoghi e istituzioni sorti sotto il patrocinio mediceo continuano a interagire con la città contemporanea, incidendo sulla sua configurazione culturale e sulla sua proiezione internazionale.
    Indagare la Dinastia dei Medici significa, pertanto, non solo approfondire un capitolo decisivo della storia europea, ma anche interpretare le radici di un patrimonio materiale e immateriale che ancora oggi dialoga con la realtà quotidiana di Firenze e di numerose aree della Toscana.


     


    GLI AUGURI DEI MUSEI CIVICI FIORENTINI


    Con grande piacere desidero salutare la nuova stagione di Medicea. Rivista di studi medicei, che torna rinnovata in una veste digitale. Questa rinascita non rappresenta soltanto un passo avanti nel modo di condividere il sapere, ma anche un segnale importante di continuità: la volontà di mantenere vivo un progetto che negli anni ha saputo unire rigore scientifico, passione e capacità di dialogo tra discipline diverse.
    Ciò che rende Medicea così preziosa è la sua capacità di raccontare la dinastia dei Medici non come un capitolo chiuso della storia, ma come una presenza che ancora oggi parla alla città. Le loro opere, le architetture, le collezioni e i paesaggi modellati nel corso dei secoli continuano a influenzare il nostro sguardo quotidiano e a ricordarci quanto profondo sia il legame tra Firenze e la sua memoria culturale.
    Da direttore dei Musei Civici, ma anche da fiorentino, sento questo legame in modo particolarmente forte. Ogni volta che entro in Palazzo Vecchio avverto la responsabilità – e il privilegio – di custodire un’eredità che non appartiene solo al passato, ma che continua a generare conoscenza, curiosità e nuove domande. È anche per questo che guardo con sincera vicinanza al percorso della rivista: perché condividiamo la stessa missione, quella di rendere vivo e accessibile un patrimonio che non smette di sorprenderci.
    Apprezzo profondamente l’impegno dei Direttori, Marco Ferri e Clara Gambaro, nel mantenere saldo l’approccio interdisciplinare e nel favorire l’incontro tra studiosi affermati e giovani ricercatori. È un gesto di apertura che arricchisce l’intera comunità culturale e che testimonia una visione inclusiva e lungimirante. Alla redazione, al Comitato scientifico e a tutti coloro che contribuiranno a questa nuova fase desidero rivolgere il mio augurio più sincero. Che Medicea continui a essere una guida affidabile e appassionata nel raccontare una storia che è parte del nostro presente e che, grazie al vostro lavoro, continuerà a illuminare il cammino delle generazioni future.


    Carlo Francini
    Direttore dei Musei Civici Fiorentini


  • Colloquia Mediterranea

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    Fondazione Giovanni Paolo II - Dialogo, cooperazione, sviluppo
    Via Madonna della Tosse 2 – I – 50129 Firenze
    www.fondazionegiovannipaolo.org
    colloquiamediterranea@fondazionegiovannipaolo.org 

  • VESALIUS Acta Internationalia Historiae Medicinae

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    VESALIUS  - Acta Internationalia Historiae Medicinae


    Vesalius, the official journal of the International Society for the History of Medicine (ISHM) publishes original research on all aspects of history of medicine. It includes sections on: medical biography; history of clinical biology; medical ethics and bioethics; surgical science; modelling anatomy; history of physiology and clinical medicine; social medicine, palaeopathology, behaviour and welfare history.
    Reviews, letters to the editors, abstracts of papers presented at the meeting and Congress of the ISHM and conference proceedings may also be published, subject to the approval of the Editor and Editorial Board. Contributions are published in English or French with abstracts in both languages.


    Vesalius, la rivista ufficiale della Società Internazionale di Storia della Medicina, pubblica ricerche originali su tutti gli aspetti della storia della medicina. Comprende sezioni su: biografia medica; storia della biologia clinica; etica medica e bioetica; scienza chirurgica; anatomia modellistica; storia della fisiologia e della medicina clinica; medicina sociale, paleopatologia, storia del comportamento e del benessere.
    Possono essere pubblicate anche recensioni, lettere ai redattori, abstract di relazioni presentate ai meeting e ai congressi dell'ISHM e atti di convegni, previa approvazione dell'editore e del comitato editoriale. I contributi sono pubblicati in inglese o in francese con abstract in entrambe le lingue.

  • SPIRAGLI

    LE RAGIONI DI UNA NUOVA SERIE DELLA RIVISTA
    Si apre una nuova serie della Rivista Spiragli, che è nata come periodico dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (O.P.G.) di Montelupo Fiorentino nel lontano 1997 ed ha continuato ad uscire in questa veste per ben venti anni, fino al 2017.
    Poi anche l’esperienza degli O.P.G. ha avuto fine, all’esito di un laborioso ma meritorio iter legislativo, e quindi questo periodico fondato dall’Associazione Volontariato Penitenziario (A.V.P.) di Firenze ha cambiato veste, diventando il Bollettino del Polo Universitario Penitenziario della Toscana: con questa nuova fisionomia Spiragli è uscito ancora per quattro numeri, dal 2018 al 2020, fino a che la comparsa della pandemia da Covid-19, nel Paese e negli Istituti penitenziari, ha provocato la sospensione anche dell’uscita di tale Rivista.
    Nei primi mesi dell’anno 2025 abbiamo pensato, come nuovo gruppo dirigente dell’A.V.P., che forse erano mature le condizioni per rilanciare la Rivista Spiragli, una volta terminato il periodo critico della pandemia.
    Inoltre, abbiamo pensato che la situazione attuale del carcere, piuttosto buia e con poche prospettive di miglioramento, richiedeva anche a noi, volontari del settore, uno sforzo di elaborazione e riflessione culturale, naturalmente insieme ai docenti universitari, agli esperti e agli operatori penitenziari che da tempo dedicano le loro energie intellettuali ed il loro impegno alla questione carceraria, nei suoi aspetti sia teorici che pratici.
    È in qualche modo una scommessa la nostra, in un momento storico segnato da grandi trasformazioni e da crisi internazionali epocali, che rischiano di oscurare l’orizzonte pacifico complessivo seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale e alla nascita di organismi internazionali come l’O.N.U.
    Ma è una scommessa che si deve correre a nostro avviso, se si vuole che le Riforme penitenziarie del 1975 e del 1986, consolidate grazie alle spinte della giurisprudenza costituzionale, di quella ordinaria e di quella europea della Corte di Strasburgo, non siano travolte o almeno devitalizzate, nei loro princìpi ispiratori e nel loro solido fondamento costituzionale, da venti di restaurazione e di conservazione, che rischiano di riportare il mondo carcerario in una condizione lontana dagli obiettivi di umanizzazione della pena e di tendenza alla rieducazione del condannato fissati dalla nostra Costituzione.
    La Rivista si chiama Spiragli e questo nome evoca le piccole aperture che permettono il passaggio dell’aria e della luce: barlumi di speranza in un universo buio, chiuso, refrattario al cambiamento.6 
    Non possiamo permettere che le grandi conquiste di civiltà giuridica che hanno caratterizzato il nostro sistema penitenziario, dal 1975 in avanti, siano progressivamente erose e ridimensionate da problemi di inadeguatezza burocratico-amministrativa e di miopia politica; il sovraffollamento degli Istituti, il dilagare dei suicidi tra i detenuti, la vetustà di molte strutture, sono fenomeni che possono essere fronteggiati ed affrontati con efficacia, a condizione che gli organi politici ed amministrativi competenti non si voltino dall’altra parte e non eludano alcuni temi di fondo. 
    Insomma, si vuole rilanciare una rivista sul carcere allo scopo di rivitalizzare il dibattito sui temi importanti che attraversano le realtà del carcere e delle misure restrittive della libertà personale: dibattito che va sviluppato con competenza scientifica e approfondimento, con pacatezza e apertura al confronto culturale, ma anche con fermezza nel difendere taluni princìpi e con passione civile. 

  • Architettura e Arte

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  • Cupole-Domes

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  • International Journal of Psycho-Anthropology (suspended Journal)

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